Oggi, inauguriamo una nuova rubrica del nostro blog che vi farà compagnia – speriamo una piacevole compagnia – ogni martedì: di settimana in settimana, vi presenteremo la recensione di un testo che intendiamo consigliarvi perché connesso a tematiche di genere e, soprattutto, al rapporto donna/lavoro.

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Il primo appuntamento è con Rivoluzione Womenomics da Avivah Wittenberg-Cox, Ceo di 20-First (una delle principali società di consulenza sulle tematiche di genere), con la collaborazione della giornalista Alison Maitland.

Esiste un approccio alla leadership che, naturalmente, non è limitato alle donne: sta nella capacità di essere a un tempo intuitivi e razionali, di gestire una marea di compiti senza perdere la sensibilità per i bisogni e i sentimenti delle persone, di costruire i rapporti e di sapere ascoltare gli altri.

Con queste parole, l’autrice prende le mosse per un’ampia riflessione incentrata sul valore professionale delle donne, valore che affonda le sue radici in tutta una serie di caratteristiche collegate alla femminilità.

Le donne – come ci ricorda la Wittenberg-Cox – rappresentano un immenso serbatoio di talento nel mondo del lavoro. Inoltre, oggi, coprono anche più della metà del mercato dei beni di consumo, “invadendo” settori di acquisto che, in passato, erano in massima parte monopolio maschile.

Per queste ragioni, e non solo, diviene necessario e urgente conoscere quali siano le peculiarità di genere e, successivamente, sfruttarle al meglio. Tutto questo, non solo per concedere alle donne le giuste occasioni che meritano, ma anche per produrre un importante miglioramento in termini di business per le organizzazioni.

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Dalla lettura di Rivoluzione Womenomics,impariamo/scopriamo molti dati interessanti, come ad esempio il fatto che le imprese con un buon gender balance resistano meglio ai momenti di crisi economica perché, mentre gli uomini sono più propensi al rischio, le donne invece ponderano con più attenzione (ricordiamo che consapevolezza del rischio non si traduce in totale avversione al rischio), quindi, in determinati momenti storici, l’approccio femminile si dimostra utile e fecondo. Inoltre, le donne dimostrano un orientamento alle relazioni, un’empatia, una propensione all’ascolto etc. che, nella gestione dei gruppi e nel rapporto con i collaboratori, presenta un considerevole valore aggiunto. Soprattutto, particolarmente illuminante è la considerazione che Womenomics fa sul rapporto donna/leadership. Sembrerebbe che le donne siano meno interessate, rispetto alla controparte maschile, alla categoria del comando. Questa considerazione – a ben vedere  – porta con sé una significativa implicazione: non è detto che chi sia meno attratto dal comando, poi, non sia in grado di gestirlo; anzi, probabilmente, senza un eccessivo attaccamento, senza una “brama di potere”, si può esercitare una leadership migliore, più consapevole e responsabile.

Una lettura stimolante quella di Rivoluzione Womenomics che sfata anche vari luoghi comuni. Erroneamente, spesso, si crede che esista una contraddizione in termini fra i ruoli di donna-professionista e donna-madre; in realtà, proprio i Paesi con più alto tasso di occupazione femminile hanno, al contempo, anche un più alto tasso di natalità in virtù del benessere economico indubbiamente collegato alla possibilità di mettere al mondo e crescere dei figli. Viene, quindi, rimosso uno dei più grandi pregiudizi per lo sviluppo delle carriere femminili, ovvero un’interpretazione della maternità totalizzante e limitante. Viene, in sostanza, riconosciuta e accettata l’idea che la donna gestisca in modo diverso il rapporto vita professionale/vita privata e, in questa differenza, si trova un potenziale con positive ricadute anche per l’ambiente lavorativo in cui la donna agisce.

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Nell’augurarvi buona lettura e nel darvi appuntamento al prossimo martedì, noi di LeaderShe vogliamo salutarvi insistendo proprio sulla tematica della differenza, che come sapete ci sta particolarmente a cuore: la differenza, in primo luogo di genere, va intesa sempre come motore di crescita e miglioramento.